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La Treccani prepara “l’enciclopedia” del cibo italiano

L’Istituto dell’Enciclopedia italiana ha presentato insieme a Qualivita un progetto editoriale per promuovere la cultura del cibo italiano nel mondo

di Federico Formica

 

Un glossario, un magazine e un atlante annuale dedicati al cibo italiano di qualità. L’editore è Treccani, in collaborazione con la fondazione Qualivita, che si occupa di diffondere e valorizzare le produzioni certificate Dop e Igp.

Il 2018, che è stato proclamato dai ministeri di Cultura e Agricoltura anno del cibo italiano, comincia con il lancio di un progetto che segue la scia di Expo 2015: rafforzare il binomio cibo-cultura e rilanciare l’agricoltura italiana, sempre più focalizzata sulla qualità. L’obiettivo dichiarato è fornire al grande pubblico, soprattutto quello straniero, gli strumenti per capire come si ottiene un cibo di alta qualità, cosa c’è dietro e quali valori si portano a casa acquistandone uno a un prezzo più alto rispetto a un prodotto simile ma non certificato (e spesso non italiano).

Treccani Gusto – questo è il nome che è stato dato all’iniziativa – si comporrà di tre pubblicazioni che vedranno la luce nei prossimi mesi. I tempi non sono ancora stati resi noti, ma dalla fondazione assicurano che tutto saràin funzione entro il 2018 e sarà pubblicato sia in italiano che in inglese.

L’Atlante Qualivita, che nel 2017 è arrivato alla nona edizione da quest’anno verrà realizzato con il contributo di Treccani. L’Atlante, finora rivolto soprattutto agli addetti ai lavori, contiene le schede di 850 produzioni italiane certificate, in italiano e in inglese, e dalla prossima edizione sarà più divulgativo rispetto ai precedenti;
un magazine digitale, che verrà aggiornato settimanalmente;
un glossario, che sarà integrato con la banca dati di Treccani. Dalla A dell’aceto balsamico di Modena alla Z dello zafferano de L’Aquila il glossario illustrerà tutti gli alimenti italiani di qualità, spiegando le origini e le particolarità dei loro processi produttivi.

Dei tre prodotti il magazine digitale della Treccani è quello dal quale ci si aspetta di più in termini di divulgazione e di “megafono” del settore. “Siamo continuamente attaccati da Paesi stranieri, attraverso imitazioni e contraffazioni: abbiamo bisogno di un editore forte che difenda il cibo italiano e dica le cose come stanno – ha detto Mauro Rosati, direttore generale della fondazione Qualivita – attraverso Treccani potremo parlare al mondo”.

“All’interno dell’Europa il cibo italiano ha molte tutele, in primis i marchi Dop e Igp che sono nati proprio per iniziativa di Bruxelles – aggiunge Paolo De Castro, parlamentare europeo e presidente del comitato scientifico di Qualivita – ma fuori dalla comunità siamo nudi: è molto più difficile proteggerci dalle imitazioni perché mancano gli strumenti giuridici per farlo. La risposta però non può basarsi solo su accordi bilaterali: la chiave è costruire un valore culturale e diffondere la conoscenza”. Altrimenti sarà difficile spiegare al consumatore australiano che è meglio comprare il Parmigiano Reggiano e non il Parmesan locale, che costa meno della metà ma non è esattamente la stessa cosa.

food,cibo,italia

Fotografia di Wiki/Common 

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